Guggenheim Museum Bilbao

 

Oggi vi parlo di uno dei mie musei preferiti, concepito da uno dei più importanti architetti contemporanei, Frank O. Gehry: ɢᴜɢɢᴇɴʜᴇɪᴍ ᴍᴜꜱᴇᴜᴍ ʙɪʟʙᴀᴏ.

Si tratta infatti di una delle architetture avanguardistiche più significative del XX secolo. Nasce come spazio espositivo ma c’è ancora aperto un dibattito che si chiede se quest’architettura sia essa stessa arte, e in questo caso come può l’architettura divenire arte, ma ancora di più può essere un contenitore per quest’ultima?

Lasciando da parte questo dibattito su cui mi dilungherei le pagine in qualcosa che si rivelerebbe insignificante, lascio la parola a voi, perché sono curiosa di sapere cosa ne pensate.

Guggenheim Bilbao ViewLe linee della costruzione di questo edificio sono studiate in modo perfetto per creare forme armoniche e per dialogare con l’ambiente, la scelta del materiale esterno lo rende avanguardista e fa si che esso sia il diamante brillante al dito della fidanzata sorridente, Bilbao. Puoi scorgere il suo luccichio da lontano, voltandoti e trovandolo sempre lì, rassicurante.

Guggenheim Bilbao View
Guggenheim Bilbao View
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Questo museo costruito tra il 1993 e il 1997, viene oggi studiato, come l’effetto Guggenheim, ovvero un museo che con la sua forza, la notorietà della collezione, associabile ad un brand, ha fatto sì che questa città potesse rinascere, cambiare la sua economia, lasciarsi alle spalle anni di dura crisi e gruppi terroristici per cui era diventata pericolosa, abbandonata e fatiscente.

Oggi la città vive di turismo, i numeri di chi visita il museo continuano ad aumentare anno dopo anno, nel 2017 sono stati calcolati 1.322.611 visitanti solo del museo, che attraverso il loro soggiorno nella città, costituiscono un punto di crescita nell’economia della città.

Guggenheim Bilbao ViewTutto questo è dovuto anche all’importanza del nome che porta, e della collezione di capolavori di cui è proprietaria.

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Stiamo infatti parlando di un museo con una collezione che vanta i nomi più importanti del panorama artistico del ventesimo e ventunesimo secolo: Jeff Koons, Richard Serra, Mark Rothko, Joseph Beuys, Yves Klein e Louise Bourgeois, sono solo alcuni dei grandi artisti che ci sono in questo museo, senza calcolare le esposizioni temporanee, anch’esse portatrici di opere grandi artisti.

Insomma un luogo magnifico che ospita opere contemporanee di una qualità che ho fatto fatica a trovare in Spagna, ma anche in Italia. Ci tornerò assolutamente, e come sempre mi perderò in questo luogo, godendomi tutti i capolavori che ha da offrire!!

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EL GRAN ÁRBOL Y EL OJO - Anish Kapoor
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Fioriscono nuovi germogli nel Serrone della Villa Reale di Monza – BGM 2017

 

È stata inaugurata lo scorso 13 maggio la 7a edizione della Biennale Giovani di Monza,  punto di riferimento per i giovani artisti emergenti nel mondo dell’arte.

prova 2Questa biennale si fonda su un concetto ben preciso: “30 artisti 5 critici”creato da Ermanno Krumm (poeta e critico d’arte). Ovvero vengono selezionati 5 critici che a loro volta hanno il compito di individuare 6 artisti da presentare. L’elemento di novità di quest’anno consiste nella scelta dei critici, professori di determinate Accademia italiane prescelte, che a loro volta selezionano sei tra i loro studenti, per la prima volta in quasi 15 anni di attività, con l’ottica di divenire, come ha spiegato il direttore scientifico Daniele Astrologo Abadal al vernissage, “Un primo ponte di collegamento tra le aule d’insegnamento e una sede espositiva di prestigio”, certamente un aiuto fondamentale nel percorso di un artista under 35, che alle prime armi con il sistema dell’arte.

disincanto

LE ACCADEMIE E I RISPETTIVI TUTOR-CRITICI

Accademia Clementina di Belle Arti di Bologna  Davide Ribalta

Accademia di Belle Arti di Brera  Bruno Muzzolini

Accademia Albertina di Belle Arti di Torino  Stefano W. Pasquini

Accademia Linguistica di Belle Arti di Genova  Cesare Viel 

NABA – Nuova Accademia di Belle Arti  Marcello Maloberti

A essere del tutto sincera non sapevo cosa aspettarmi, ma la mia curiosità é stata molto ben ripagata. Mi è proprio piaciuta ed è per questo che vi consiglio di andarla a vedere, rimarrà aperta fino al 16 luglio ed inoltre l’ingresso è libero e il venerdì chiude alle 22, perché non approfittarne?

ANDATE! Le opere sono molto interessanti e quest’anno il catalogo è gratuito, così mentre visitate la mostra potete leggere e capire meglio, è un’ottima idea. Lo spazio espositivo è fantastico, ampio, luminoso e allestito piuttosto bene. Inoltre potete cogliere la palla al balzo e visitare la Reggia di Monza.

-Vi lascio gli orari, i giorni di apertura e la mappa, infondo alla pagina-

gemis lucianiPer conoscere meglio gli artisti e vedere le opere, ho creato una pagina:

BIENNALE GIOVANI MONZA, conoscere gli artisti e le loro opere, spero di poter arricchire la lettura con alcune brevi interviste ad alcuni degli artisti. Speriamo!

Spero vi piaccia, fatemi sapere cosa ne pensate!

Orari da martedì a venerdì 11-13 e 15-19
sabato domenica e festivi 11-19
venerdì apertura serale fino alle 22
Chiuso lunedì

 

 

Col naso all’insù

 

Chi avrebbe mai pensato di mettere 7 torri in un edificio? Vicente Todolì e Lia Rumma lo hanno fatto.

torri_5La mostra permanente all’Hangar Bicocca, come tutti ormai sappiamo bene, è composta dai I Sette palazzi Celestidi Anselm Kiefer. Pareti di cemento armato, calchi di container, che si ergono anche fino a 18 metri di altezza.

Quando si infila la testa oltre la tenda sembra di varcare la soglia di un posto magico, lo scorrere del tempo è impercettibile, tutto è immobile, silenzioso, ma un silenzio così insolito che unito alla grandezza dello spazio e a quella delle installazioni, invade la testa come un tonfo.

torri_3L’installazione site-specific si può definire il punto di arrivo della ricerca di Kiefer, artista tedesco, 72enne, appassionato di alchimia e tradizione ebraica, sviluppata durante i suoi viaggi a Gerusalemme. Successivamente il suo interesse si è spostato verso le strutture architettoniche antiche come le piramidi egizie, tentativo dell’uomo di elevarsi al divino.

torri_2L’unione di questi elementi differenti ha portato alla creazione dell’installazione, che vede come soggetto le sette torri i cui nomi derivano da quelli dei palazzi presenti nel tratto ebraico Sefer Hechalot -Libro dei Palazzi/Santuari, IV-V secolo d.C-, per rappresentare temi fuori dalla dimensione temporale, come l’antica religione ebraica, le rovine dell’Occidente a seguito della II guerra mondiale e l’idea di un possibile futuro che ci fa riflettere sul presente.

Lascio a voi la possibilità di andare, analizzare e capire ogni torre perché possiate rimanere anche voi affascinati col naso all’insù.

Inoltre la sala è stata allestita recentemente con 4 tele di Kiefer, un progetto speciale previsto fino al 2018 –I Sette Palazzi Celesti 2004-2015. Le cinque grandi tele-.                       Orari e info Pirelli Hangar Bicocca qui

 

 

Come back to Milan..

Rientro a Milano, ogni volta la stazione di Reggio Emilia mi illumina il cuore. Penso che questa stazione sia una delle mie preferite.

Una stuoia leggera che fluttua su Reggio Emilia: semplicità, dinamismo ed eleganza. Un gioiello che fa sognare tutti i viaggiatori.

Si è parlato delle onde di Calatrava sin da quando nel 2008 è iniziato il progetto che con qualche difficoltà e stato concluso nel 2013. In realtà il progetto originale prevedeva la struttura a forma di vela e non di onda, è per questo motivo che ancora oggi si sente parlare delle “Vele di Calatrava”.

stazione reggio emilia prova

Calatrava, un architetto spagnolo ora naturalizzato svizzero che ha costruito ponti e architetture in tutto il mondo. Come per questa stazione il suo stile è molto riconoscibile, pulito e lineare, a differenza del suo modo di lavorare che ha spesso riscosso numerose polemiche perché troppo lento o con budget sforati.

A completare il progetto e riorganizzare tutta la zona oltre alla stazione sono stati costruiti i tre ponti che collegano l’autostrada alla stazione e alla città di Reggio Emilia, trasformando l’ingesso a questa città in un trionfo di geometrie pulite e movimento che affascinano chiunque si trovi nei dintorni.

stazione reggio emilia prova_2

Mi sono ritrovata spesso a osservare questa stupenda struttura, dal suo interno viaggiando con i treni ad alta velocità, ma anche sull’autostrada del sole, in macchina, ma mai e poi mai mi sarei sognata di ritrovarmi al centro di uno spettacolo del genere, la luce del tramonto ricca di sfumature che andavano dal rosa al giallo senza saltare nessun gradino della scala cromatica, il cielo che come una stoffa pregiata distesa, ha creato uno sfondo perfetto su cui lo scheletro bianco della composizione architettonica risaltava perfettamente.

stazione reggio emilia prova_1Una meraviglia, vi consiglio di tenere gli occhi aperti se passate da quelle parti, perché anche se non è l’alba o il tramonto questa struttura è semplicemente stupenda, e se avete la possibilità fermatevi a fare un giro per godervela come si deve!