FeaturedCrossmedia Group, quando l’arte incontra la tecnologia e il risultato è sorprendente

 

Avete presente la mostra che si è appena conclusa “INSIDE MAGRITTE – emotion exhibition” alla Fabbrica del Vapore? Abbiamo deciso di scoprire un po’ di più su questo mondo e sui suoi creatori, quindi abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Tommaso Mattei, il responsabile comunicazione e marketing di Crossmedia Group, l’agenzia che ha creato le prime immersive experience in Italia e che ora sta spopolando nel resto del mondo grazie ai loro prodotti innovativi e di qualità.

Per iniziare.. Raccontaci un po’ di Crossmedia Group – Chi l’ha fondata, quando e dove? Inoltre come è nata l’idea che vi ha portato al suo lancio?

Crossmedia nasce nel 2008 da un un’idea di Federico Dalgas, attuale amministratore delegato e presidente del gruppo. Inizialmente la società si dedicava alla realizzazione di audio-video guide per i principali musei. Questo è stato fino al 2014 quando la nostra società ha distribuito e messo in scena presso la propria sede permanente di Santo Stefano al Ponte a Firenze Van Gogh alive, una mostra prodotta da concorrenti australiani. Da qui è partito tutto con le prime produzioni interamente prodotte e ideate da noi come, ad esempio, Incredible Florence(la prima in assoluto) e Klimt Experienece.

Cosa vi ha spinto a lanciarvi così oltre, in un mondo come l’arte in cui l’uso di tecnologie che ne cambiano la fruizione è un tema ancora difficile e contrastato? 

Riguardo a questo possiamo dire che proprio lo sviluppo della tecnologia ci ha portato a crederci fino in fondo. Del resto chi al giorno d’oggi non ha uno smartphone o un tablet? Sempre di più tutto avviene su questi apparecchi e allora perché non l’arte? Detto questo nessuno di noi ha la presunzione di credere che la nostra sia la vera arte, abbiamo solo la speranza che la nostra possa essere una porta per accedere all’arte e magari contribuire alla voglia dei nostri visitatori di conoscere sempre di più.

Vi sareste mai aspettati che nel giro di poco tempo sareste cresciuti cosi tanto, anche su scala internazionale? Quale l’obiettivo del vostro lavoro?

Siamo contenti dei risultati che stiamo raggiungendo, certo non era facile e nemmeno così preventivabile ma la sete di cultura e di conoscenza è sempre viva soprattutto in paesi in forte sviluppo come quello asiatici e del medio oriente.

Obiettivi? Crescere ancora per diventare un’eccellenza a livello mondiale.

Puoi dirci (se puoi) come create un progetto immersivo? Da quello che ho capito avete un team fisso legato allo sviluppo dei contenuti multimediali che lavora a stretto contatto con direttori artistici o curatori che invece variano in base al progetto, è corretto? 

Si è corretto. Abbiamo un team di professionisti che lavora all’allestimento della parte immersiva attraverso mappature e calcoli spesso matematici. A loro viene affiancato un regista che cura tutta la mostra immersiva dal punto di vista spettacolare e di contenuti che a loro volta sono sotto la lente di ingrandimento di un curatore, il quale ha il compito di guidare il regista nella strada corretta da seguire a livello scientifico.

E con quale criterio viene sviluppato un tema piuttosto che un altro? i progetti vi vengono commissionati, li decidete voi?

Per il 90% del lavoro tutto viene ideato da noi. Nasce un’idea e da qui parte tutto. Solo in alcuni casi lavoriamo su commissione ma sono per lo più progetti di privati che vogliono o richiedono qualcosa in particolare, magari grandi società che vogliono celebrare una qualche ricorrenza.

Quanto tempo ci vuole più o meno perché un’esposizione sia pronta per essere visitata?

Generalmente dalla nascita dell’idea alla mostra pronta per essere visitata passano dai 4 ai 6 mesi.

Ogni esposizione è strutturata attraverso l’uso di diverse tecnologie, quali sono? 

Sicuramente la parte più importante è quella dell’immersivo che viene realizzata attraverso l’uso di proiettori di ultima generazione, mappature della location mixate dal lavoro tecnico della regia. Inoltre un’altra parte molto rilevante è quella degli oculus Vr dove si lavora in 3D. E ancora Laboratori interattivi e sale degli specchi.

Cambiano in base alle esposizioni o sono sempre le stesse?

No variano a seconda del prodotto.

Quel’è il progetto di cui siete più orgogliosi?- perchè?

Beh tanti, ma sicuramente siamo legati a Klimt Experience, un successo vero e proprio e Inside Magritte, un grande lavoro di squadra dove la qualità ha preso il sopravvento.

Photo credit: Crossmedia.com

 

Inside Magritte exhibition -Photo credit: Crossmedia.com

Esiste a livello legislativo un modo per tutelare la produzione delle vostre esposizioni?

Domanda molto interessante perché di assoluta attualità. Ci stiamo battendo per questo perché al momento non esiste nessuna legislazione che ci tuteli.

Nel 2015 avete iniziato a gestire il complesso di Santo Stefano a Firenze e nel 2018 è nata Crossmedia Asia, ci puoi parlare un po’ di queste tappe e di come è stato possibile raggiungerle?

Attraverso un grande lavoro. La prima nasce dall’esigenza di avere uno spazio tutto nostro e grazie a ottimi rapporti con la curia siamo riusciti a prendere in mano uno dei gioielli della storia di Firenze a pochi metri dal ponte Vecchio. La seconda nasce dallo studio del mercato dove abbiamo visto quanto l’Asia possa essere recettiva nel nostro settore. Tutto questo anche per essere tutelati e corretti in un mondo molto diverso dal nostro.

Sede Santo Stefano a Firenze -Photo credit: Crossmedia.com

 

Siete i leader in Italia e non solo della produzione di esibizioni multimediali. In quest’ottica, avete qualche predizione sul futuro di questo settore?

Crescerà sempre di più e crescerà in relazione a quanto crescerà la tecnologia.

Vincerà chi sarà bravo e capace di stare al passo delle nuove scoperte.

E voi? Quali piani avete per il futuro? Avete già progetti in mente che si possono rivelare?

Stiamo lavorando a molti progetti, non possiamo dire molto ma possiamo

rivelare in anteprima che nel 2019 per la prima volta produrremo un mostra immersiva non dedicata all’arte.

Un’ ultima domanda. Ai giovani studenti che credono nell’uso della tecnologia come strumento artistico, quali consigli dareste?

Di studiare, di viaggiare e di affidarsi alle migliori scuole internazionali presenti sul nostro territorio ma soprattutto di osare e di essere curiosi.

 

Se siete curiosi come me, vi lascio il link del loro sito, ci sono un sacco di video interessanti. Se poi non volete perdervi i prossimi eventi, seguiteli su Instagram!

 

 

PICULAR · Google, ma per i colori

 

Non avevo nessuna intenzione di scrivere un post così.. stavo ragionando su quale sarebbe stato il soggetto perfetto per ripartire dopo un anno senza scrivere perché sono partita, andata, tornata.. ma alla fine ho deciso di accantonare i piani e scrivere di getto.

Perché?

Perché oggi, durante le mie ore di lettura,mi sono imbattuta in un progetto bellissimo di cui non potevo non parlare.

Probabilmente molti di voi lo conoscono già, direi anzi 𝕄𝕆𝕃𝕋𝕆 probabilmente poiché nel mese di agosto ha ricevuto non uno, non due ma ben tre premi, ovvero:

#1 Product of the Day (August 22, 2018)
#2 Product of the Week (August 22, 2018)
#3 Product of the Month (August 2018)
Schermata 2018-11-13 alle 15.02.16
Quindi bando alle ciance e iniziamo a parlare di 𝒫𝒾𝒸𝓊𝓁𝒶𝓇.

È definito :

Google, but for colors

(Google, ma per i colori)

Si tratta infatti di un generatore di colori che si basa sulla ricerca di Google.

Ora se avete bisogno del codice esatto del colore di un qualsiasi oggetto basterà digitarlo nella barra cercanella lingua che preferite, poiché questa piattaforma può essere utilizzata in molte lingue, compreso l’italiano.

Schermata 2018-11-13 alle 15.03.02

Per ogni colore sarà segnato il codice e si potrà vedere la foto di referenza.

Questo fantastico strumento utilissimo per i designer, ma non solo, è stato sviluppato da uno studio svedese, Future Memories, che ha l’intento di unire il design strategico e le nuove tecnologie con lo scopo di creare nuovi strumenti.

Schermata 2018-11-13 alle 15.02.32
Che ne pensate?
Io lo trovo fantastico, nonostante non debba fare troppo spesso i conti con delle palette, la trovo lo stesso un’idea innovativa, comoda che rende la vita più facile.