Guggenheim Museum Bilbao

 

Oggi vi parlo di uno dei mie musei preferiti, concepito da uno dei più importanti architetti contemporanei, Frank O. Gehry: ɢᴜɢɢᴇɴʜᴇɪᴍ ᴍᴜꜱᴇᴜᴍ ʙɪʟʙᴀᴏ.

Si tratta infatti di una delle architetture avanguardistiche più significative del XX secolo. Nasce come spazio espositivo ma c’è ancora aperto un dibattito che si chiede se quest’architettura sia essa stessa arte, e in questo caso come può l’architettura divenire arte, ma ancora di più può essere un contenitore per quest’ultima?

Lasciando da parte questo dibattito su cui mi dilungherei le pagine in qualcosa che si rivelerebbe insignificante, lascio la parola a voi, perché sono curiosa di sapere cosa ne pensate.

Guggenheim Bilbao ViewLe linee della costruzione di questo edificio sono studiate in modo perfetto per creare forme armoniche e per dialogare con l’ambiente, la scelta del materiale esterno lo rende avanguardista e fa si che esso sia il diamante brillante al dito della fidanzata sorridente, Bilbao. Puoi scorgere il suo luccichio da lontano, voltandoti e trovandolo sempre lì, rassicurante.

Guggenheim Bilbao View
Guggenheim Bilbao View
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Questo museo costruito tra il 1993 e il 1997, viene oggi studiato, come l’effetto Guggenheim, ovvero un museo che con la sua forza, la notorietà della collezione, associabile ad un brand, ha fatto sì che questa città potesse rinascere, cambiare la sua economia, lasciarsi alle spalle anni di dura crisi e gruppi terroristici per cui era diventata pericolosa, abbandonata e fatiscente.

Oggi la città vive di turismo, i numeri di chi visita il museo continuano ad aumentare anno dopo anno, nel 2017 sono stati calcolati 1.322.611 visitanti solo del museo, che attraverso il loro soggiorno nella città, costituiscono un punto di crescita nell’economia della città.

Guggenheim Bilbao ViewTutto questo è dovuto anche all’importanza del nome che porta, e della collezione di capolavori di cui è proprietaria.

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Stiamo infatti parlando di un museo con una collezione che vanta i nomi più importanti del panorama artistico del ventesimo e ventunesimo secolo: Jeff Koons, Richard Serra, Mark Rothko, Joseph Beuys, Yves Klein e Louise Bourgeois, sono solo alcuni dei grandi artisti che ci sono in questo museo, senza calcolare le esposizioni temporanee, anch’esse portatrici di opere grandi artisti.

Insomma un luogo magnifico che ospita opere contemporanee di una qualità che ho fatto fatica a trovare in Spagna, ma anche in Italia. Ci tornerò assolutamente, e come sempre mi perderò in questo luogo, godendomi tutti i capolavori che ha da offrire!!

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EL GRAN ÁRBOL Y EL OJO - Anish Kapoor
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BIENNALE GIOVANI MONZA, conoscere gli artisti e le loro opere.

 

Ho inserito ogni accademia con il suo rispettivo tutor e i 5 artisti selezionati. I nomi delle opere e rispettive fotografie di alcuni tra i lavori che preferisco. Buona visione!

Accademia Clementina di Belle Arti di Bologna Davide Rivalta

Barbara Baroncini, Lisa Dalfino & Sacha Kanah, Irene Fenara, Luciani Gemis, Wag Hao (Cina), Giulia Poppi

BARBARA BARONCINI

IRENE FENARA
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Quinto orizzonte – 2016, Irene Fenara

LUCIANI GEMIS

GIULIA POPPI

Accademia di Belle Arti di Brera Bruno Muzzolini
Tea Andreoletti, Monia Ben Hamouda, Petra Rocca, Iva Kontic e Maja Maksimovic (Serbia), Giulia Savorani, Marco Secondin
MARCO SECONDIN

IVA KONTIC E MAJA MAKSIMOVIC
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She under the plum tree -2016, Iva Kontic e Maja Maksimovic

MONIA BEN HAMOUDA
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Abandoned temples can be destroyed and desecrated (Hari) – 2016 – Monia Ben Hamouda

TEA ANDREOLETTI
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Invito a pranzo- 2017 – Tea Andreoletti

Accademia Albertina di Belle Arti di Torino Stefano W. Pasquini
Elisa Bertaglia, Ilaria Boccia, Beatrice Boily (Canada), Elena Hamerski, Ottavia Plazza, Clelia Rainone

ELISA BERTAGLIA

ELENA HAMERSKI

CLELIA RAINONE
clelia rainone

The Kitemaster – 2016 – Clelia Rainone

BEATRICE BOILY & OTTAVIA PLAZZA

Accademia Linguistica di Belle Arti di Genova Cesare Viel 
Alessandro Bartolena, Cocis Ferrari, Silvia Giuseppone, Carlos Lalvay Estrada (Ecuador), Paola Pietronave, Annalisa Pisoni Cimelli

ALESSANDRO BARTOLENA
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Bite – 2016, Alessandro Bartolena

COCIS FERRARI
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Borders – 2016, Cocis Ferrari

CARLO LALVAY ESTRADA
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Constelacion, Carlos Lalvay Estrada

NABA – Nuova Accademia di Belle Arti Marcello Maloberti
Martina Brembati, Byron Gago, Edoardo Manzoni, Jacopo Martinotti, Gaia de Megni, Gabriel Stoeckli (Svizzera)
BAYRON GAGO

GAIA DE MEGNI

JACOPO MARTINOTTI
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Il divo – Jacopo Martinotti

 

Feral Horses, l’arte a portata di tutti #interview

 

Article in english

Recentemente ho scoperto Feral Horses, una startup fondata da quattro ragazzi che con impegno, strategia e dedizione hanno trovato il modo di cambiare il mercato dell’arte rendendolo accessibile a tutti.

Copie de Logo (1)

L’idea, spiegata in modo semplice, è questa: la piattaforma di trading si divide in due mercati, primario e secondario. Il primo da’ ad ognuno la possibilità di investire in una percentuale dell’opera d’arte che vogliamo possedere tra quelle scelte, diventando collezionisti assieme ad altri investitori. Concluso l’acquisto nel mercato primario, l’attività si sposta in quello secondario, qui FH si occupa della gestione delle opere con attività mirate ad aumentarne il valore e col fine ultimo di generare una sorta di dividendo ai proprietari. Un esempio di queste attività riguarda l’affitto delle opere.

12001 - copie (2)Ciò che rende questa piattaforma di trading veramente allettante è la possibilità di investire piccole somme di denaro, dando così la possibilità a chiunque di diventare collezionista, di essere parte del mondo dell’arte.

Group

Dopo questa premessa lascio spazio all’intervista che ho fatto al CEO della startup, Francesco Bellanca, sarà sicuramente in grado di spiegare in modo più accurato e dettagliato la sua piattaforma.

AR: In cosa consiste semplicemente Feral Horses? Com’è nata la piattaforma e che cosa vi ha ispirato?
Francesco Bellanca:Feral Horses è la prima vera piattaforma di trading in arte che è in grado di soddisfare sia gli artisti che gli investitori. Detto semplicemente, Feral Horses è una società di investimenti in arte che permette di comprare e vendere quote di opere d’arte contemporanea online.
Abbiamo deciso di intraprendere questo progetto perché siamo arrivati alla conclusione che, al giorno d’oggi, esiste un settore di investimenti in arte, ma ciò che non esiste, in realtà, è un mercato con delle vere regole e delle strutture precise . Noi, a Feral Horses, crediamo che l’arte contemporanea possa davvero essere un bene alternativo in cui investire ma, consideriamo l’arte anche come un bene di grande importanza. Ecco perché abbiamo creato il nostro marketplace in modo da permettere a tutti coloro che hanno la possibilità di acquistare un biglietto del bus, di poter investire anche in arte e in modo da dare più potere agli stessi artisti, i quali richiedono di avere un ruolo attivo nel settore degli investimenti in arte.

AR: Come può FH cambiare il mercato dell’arte e l’idea del collezionismo? Quali sono gli elementi che rendono innovativa questa startup?

FB:Per via di una grande richiesta nei confronti della creazione di un’entità strutturata, che dia la possibilità di investire in arte, Feral Horses ha voluto provare a fondere insieme il concetto di suddivisione in quote delle opere d’arte e il concetto legato all’affitto di queste ultime. In questo modo è possibile creare un mercato che è di proprietà di un gruppo di appassionati d’arte, i quali possono beneficiare dei dividendi derivanti dall’attività di affitto delle stesse opere d’arte, di cui Feral Horses si occupa.

AR: Come scegliete gli artisti che proponete, mantenete una relazione permanente con loro? Promovete le relazioni tra artisti e collezionisti? Riguardo ai collezionisti: provate a creare delle relazioni anche con loro?
FB:Il nostro direttore artistico, Romano Oliveri, seleziona gli artisti con cui collaborare. In “Regard”, la prima vera collezione di opere d’arte, rappresentiamo 13 artisti contemporanei. Parlando invece di comunicazione e promozione, a Feral Horses, pensiamo di essere tutti contemporanei perché viviamo attualmente in un unico mondo, noi e gli stessi artisti. Crediamo che essere contemporanei significhi comprendere a pieno la nostra contemporaneità. Ed è proprio in questo momento, nella storia dell’umanità, che siamo sempre più connessi l’uno con l’altro. Abbiamo l’opportunità di sfruttare differenti tipi di strumenti, offline ed online, e abbiamo infinite possibilità di comunicare, di dire al mondo quello che davvero pensiamo ed avere un feedback a riguardo. Ecco perché crediamo che la comunicazione più “contemporanea” sia cruciale, soprattutto al giorno d’oggi. Infatti, il nostro scopo è di creare una sempre maggiore quantità di contenuto circa l’artista con cui lavoriamo. Non abbiamo nessun modello stabilito o preconfezionato. E’ personalizzato al 100% perchè, chiaramente, ogni artista ha un proprio stile
ed una propria voce da esprimere. Però sappiamo che questo non basta, per essere davvero contemporanei. Questo è il motivo per cui vogliamo creare un network e per cui siamo disposti a promuovere la comunicazione tra i nostri artisti. In questo modo, sosteniamo l’interazione tra persone che la pensano allo stesso modo, dando loro la possibilità di conoscersi meglio.
AR: Avete aperto contemporaneamente in UK, Italia e Francia. Operate sui tre mercati integrati con una sola piattaforma o differenziate le piattaforme in base alla nazione?
FB:Al momento Feral Horses è operativa in Europa. E, dovuto al fatto che vogliamo creare un unico marketplace per gli investimenti in arte, utilizziamo una sola piattaforma.

AR:Parlando del team, siete tutti giovanissimi di dove siete? Come vi siete conosciuti?
FB:Assolutamente si! Siamo un team di giovani ventenni italo-francese, viviamo tra Londra e Milano. Ci siamo conosciuti tra i banchi dell’università o nei corridoi di fiere internazionali d’arte. Durante gli scorsi due anni abbiamo condiviso e ampliato le nostre conoscenze insieme, in modo da poter arrivare a delle soluzioni migliori, per creare nuove opportunità nel campo degli investimenti in arte, per permettere di essere accessibili a tutti.

AR: Siete soddisfatti di dove siete arrivati finora? Quali sono stati gli ostacoli più difficili da affrontare, e le soddisfazioni maggiori?
FB:E’ molto divertente rispondere a questa domanda perchè lanciare la piattaforma sembrava il sogno più grande di tutti! In realtà, quello a cui aspiriamo ora, è riuscire a dimostrare alle persone il vero valore di quello che facciamo. Penso sia un percorso senza fine, che assomigli di più ad una lunga maratona in cui non riesci ad immaginarti la fine, piuttosto che ad una gara in cui vedi chiaramente qual’è il tuo traguardo! In generale, però, quello che più mi soddisfa nell’essere CEO di Feral Horses è aspirare, ogni giorno sempre più, al miglior team possibile, in modo da portare avanti la nostra visione e assicurarmi che tutti diano del proprio meglio e creare una cultura di costante apprendimento.

AR: Cosa consigli a chi, giovane come te, ha voglia di migliorare il mondo dell’arte con idee nuove e forti come la vostra?
FB:Innanzitutto, ti ringrazio per aver detto che la nostra è un’idea forte e innovativa! Poi, penso che una tra le lezioni più importanti che abbiamo imparato dal nostro essere giovani startuppers, è sicuramente il fatto di dover parlare del nostro progetto ogni giorno a tutti coloro con cui entriamo in contatto e ricevere feedback e critiche che ci permettono di crescere. Ad oggi, la consideriamo come l’unica possibile “ricerca di mercato” che possiamo permetterci. E’ importante anche riconoscere che le relazioni che noi creiamo, che si tratti di amici, membri della nostra famiglia o colleghi, sono utili ad aiutarci e non, pronte a rubarci la nostra idea. Ci piace anche pensare alle idee come esseri viventi, sia che possano avere un futuro sia che esse possano avere breve termine. Dunque, è necessario rimanere davvero molto flessibili per poter andare avanti.

In conclusione vi consiglio di provare ad investire su questa piattaforma, infondo è possibile farlo spendendo piccole somme, io l’ho già fatto ed è stato emozionante. Ora possiedo una parte di un’opera d’arte, posso definirmi una collezionista e contribuire a mio modo nel mondo dell’arte, è fantastico!

FERAL HORSES

 

Cattelan in "L.O.V.E"

 

Considerando che il mio raggio di interesse si estende su milano era scontato che sarebbe saltata fuori, prima o poi, l’opera di uno dei più celebri artisti italiani viventi, che risiede in piazza degli affari ormai dal 2010.

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L.O.V.E. di Maurizio Cattelan, conosciuto dai più come “il dito”, è l’acronimo di Libertà-Odio-Vendetta-Eternità. Questa statua dovrebbe rappresentare una mano intenta a fare un saluto fascista, mozzata però di tutte le dita tranne il medio che, erose dal tempo, lasciano intatto il dito creando così il gestaccio, rivolto a unodei palazzi di Milano di architettura fascista.

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Ovviamente però conoscendo Cattelan e la natura provocatoria delle sue opere, molti trovano che il significato dell’opera sia un dito medio che fa il gesto volgare alla Borsa di Milano e a tutto il mondo economico che essa rappresenta.

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Non si avrà mai una conferma sul vero significato di quest’opera, perché Cattelan alla presentazione della statua, alle domande dei giornalisti presenti, rispose che l’opera era dedicata“soprattutto all’immaginazione, all’immaginazione di tutti quanti, di quelli che ce l’hanno”, quindi ognuno a suo modo pensi il significato che ritiene più consono, non a caso quest’opera ha creato un a diatriba non da poco nella città di Milano, dove in numerosi si sono schierati per farla rimuovere, ma che ha invece ottenuto il posto fisso lì, di fronte a Palazzo Mezzanotte.

 

CROSSOVER/S

 

Fino al 30 luglio l’Hangar Bicocca ospiterà Crossover/s, la prima retrospettiva di Miroslaw Balka in Italia. Una serie di opere dagli anni ’90 ad oggi occuperanno gli spazi dell’Hangar, che per l’esposizione, in accordo con l’artista, ha spento le luci, creando uno spazio da vivere con tutti i sensi.

2 stanza

200 x 760 x 550 / The Right Path, 2008-2015

Il titolo Crossover/s, in inglese, indaga la relazione tra singolare e plurale << Arriviamo qui come singoli, ma possiamo creare relazioni con le opere, creando energia>> come lui stesso afferma in un’intervista. Una tematica centrale nel lavoro dell’artista, quella del rapporto tra individuale e collettivo.

2 stanza

Soap Corridor, 1995

è proprio di questo che trattano le sue opere, la figura umana è il centro del suo lavoro, il suo corpo è sempre presente, direttamente o indirettamente, dovete sapere che i titoli delle sue opere sono quasi sempre sequenze di numeri che rappresentano le misure del suo corpo. Le sue opere sono dense di significati che si snodano su temi come la memoria e l’oblio, la collettività e il vissuto intimo, si pensi a 7x7x1010 una serie di saponette impilate a creare una colonna di dieci metri, saponette usate dagli abitanti di Varsavia. L’impronta su ogni saponetta rappresenta il gesto intimo e quotidiano che ognuno di noi compie ogni giorno, che al contempo è un gesto collettivo.

Inoltre le opere hanno un forte legame con i visitatori, perché quest’ultimi non sono coinvolti solo attraverso la vista, ma vengono sollecitati tutti i sensi. Entrando nella sala infatti, troviamo delle tende che, quando vengono scostate per aprire il passaggio, si  riscaldano fino a 37º in modo da far dialogare l’opera e il visitatore tramite il tatto, rievocando la presenza umana.

é un percorso interessante, ricco di opere che potete vivere in prima persona, starei qui a descriverle tutte una per una, ma credo dobbiate andare a scoprirle da voi, vi lascio qualche foto e qualche informazione di più su Balka.

Chi è Miroslaw Balka?

Artista Polacco, nato nel 1958, cresce nei dintorni di Varsavia, a Otwock una cittadina vicino al campo di sterminio Treblinka.

L’artista inizia la sua formazione artistica negli anni ottanta all’Accademia di Varsavia, dopo aver concluso degli studi in fisica nucleare.

Il suo lavoro è riconosciuto e apprezzato a livello internazionale e i suoi lavori sono stati esposti in numerose mostre personali e collettive e sono presenti nelle collezioni di musei come il MoMA di New York, Il Moca di Losa Angeles, la Tate Modern di Londra, l’Art Institute di Chicago.

2 stanza_1

To be, 2014

 

MiArt

 

Come ogni anno Milano sarà ricca di arte contemporanea grazie alla MiArt, la fiera di arte moderna e contemporanea.

Dal 31 marzo al 2 aprile sarà possibile accedere alla ventiduesima edizione, che vede come direttore Alessandro Rabattini, comprando i biglietti o se sarete fortunati con l’accesso VIP.

Qui il link miart

175 gallerie d’arte a livello nazionale e internazionale proporranno i loro pezzi migliori a Fiera Milano City, nel centro di Milano. In concomitanza con la fiera la città di Milano ha deciso di creare l’Art Week, una delle più importanti d’Italia, attesa ogni anno. La settimana sarà quindi ricca di eventi, mostre, aperture straordinarie, tutto ruoterà intorno all’arte contemporanea. Mentre aspettiamo impazienti vi scrivo il programma dell’Artweek nel caso vogliate segnarvi qualche data, io l’ho già fatto!

A presto!

PROGRAMMA ARTWEEK

MARTEDI’ 28 MARZO

PAC – Padiglione d’Arte Contemporanea | via Palestro, 14

vernissage ore 19:00 – Santiago Sierra. Mea Culpa, a cura di Diego Sileo e Lutz Henke

Gam – Galleria d’Arte Moderna | via Palestro, 16

apertura speciale fino alle h. 21:00

100 Anni. La scultura a Milano dal 1815 al 1915 a cura di Paola Zatti

Fondazione Carriero | via Cino del Duca, 4

apertura speciale fino alle h. 21:00

Pascali Sciamano a cura di Francesco Stocchi

MERCOLEDI’ 29 MARZO

la Rinascente | piazza del Duomo

Paola Pivi – I’m Tired of Eating Fish a cura di Cloe Piccoli

FAI – Diurno di Porta Venezia | piazza Oberdan

vernissage h.17:00-21:00

Flavio Favelli. Senso 80. Diurno Venezia. Milano

Fondazione Arnaldo Pomodoro | via Vigevano, 9

inaugurazione h.18:00

Anna-Bella Papp a cura di Simone Menegoi

GIOVEDì 30 MARZO

Miart 2017

preview riservata ai possessori di VIP card h. 12:00

opening su invito h. 18:00

MUDEC, Museo delle Culture | via Tortona, 56

visite guidate speciali gratuite con biglietto della mostra a pagamento

Kandinskij. Il cavaliere errante in viaggio verso l’astrazione

FM Centro per l’Arte Contemporanea | via Piranesi, 10

inaugurazione 20:00-23:30

Il cacciatore bianco. Memorie e rappresentazioni africane

VENERDì 31 MARZO

FONDAZIONE PRADA | Largo Isarco, 2

Apertura straordinaria gratuita dalle 19:00 alle 24:00

Kienholz Five Car Stud a cura di Germano Celant

Slight Agitation 2/4: Pamela Rosenkranz a cura del Thought Council della Fondazione Prada

Extinct in the Wild a cura di Michael Wang

SABATO 1° APRILE 

MUDEC, Museo delle Culture | via Tortona, 56

visite guidate speciali gratuite con biglietto della mostra a pagamento

Kandinskij. Il cavaliere errante in viaggio verso l’astrazione

Museo del Novecento | via Marconi, 1

apertura straordinaria gratuita della Collezione e della mostra, dalle 19:30 alle 22:30

Andy Warhol. Sixty Last Suppers

Palazzo Reale | Piazza Duomo, 12

Ingresso ridotto dalle 19:30 e visite guidate gratuite su prenotazione, dalle 19:30 alle 22:30

KEITH HARING About Art a cura di Gianni Mercurio

Ingresso ridotto dalle 19:30 e visite guidate gratuite su prenotazione, dalle 19:30 alle 22:30

MANET E LA PARIGI MODERNA a cura di Guy Cogeval, Caroline Mathieu, Isolde Pludermacher

Hangar Bicocca | via Chiese 2

evento speciale dalle 20:00 alle 24:00

Miroslaw Balka Crossover/s a cura di Vicente Todolí

A Concert for Laure Prouvost’s GDM – Grand Dad’s Visitor Center a cura di Roberta Tenconi

DOMENICA 2 APRILE

PAC – Padiglione d’Arte Contemporanea | via Palestro, 14

ingresso ridotto dalle 16:30 e visite guidate gratuite con il curatore dalle 16:30 alle 18:00

Santiago Sierra. Mea Culpa, a cura di Diego Sileo e Lutz Henke


Like every year Milano is going to be full of contemporary art thanks to MiArt, Modern and contemporary art fair in Milano.

From 31 March to 2nd April you can see the 22nd edition, which this year is directed by Alessandro Rabattini. You can buy tickets or if you are lucky you have VIP pass.

Check out miart

175 art national and international galleries are going to show they’re best piece in Fiera Milano City, in Milan center. During the fair, the city of Milan created Artweek, one of the most important in Italy. The week is going to be full of events and everything is going to be about Art. Until we are waiting for MiArt I give you the week plan, maybe you want to sign up some dates, I’ve already done! 

Soon with the articles about MiArt!

Bye

ARTWEEK PROGRAM

TUESDAY 28 MARCH
PAC – Padiglione d’Arte Contemporanea | via Palestro, 14

vernissage ore 19:00 – Santiago Sierra. Mea Culpa, a cura di Diego Sileo e Lutz Henke

Gam – Galleria d’Arte Moderna | via Palestro, 16

apertura speciale fino alle h. 21:00

100 Anni. La scultura a Milano dal 1815 al 1915 a cura di Paola Zatti

Fondazione Carriero | via Cino del Duca, 4

apertura speciale fino alle h. 21:00

Pascali Sciamano a cura di Francesco Stocchi

WENSDAY 29 MARCH
la Rinascente | piazza del Duomo

Paola Pivi – I’m Tired of Eating Fish a cura di Cloe Piccoli

FAI – Diurno di Porta Venezia | piazza Oberdan

vernissage h.17:00-21:00

Flavio Favelli. Senso 80. Diurno Venezia. Milano

Fondazione Arnaldo Pomodoro | via Vigevano, 9

inaugurazione h.18:00

Anna-Bella Papp a cura di Simone Menegoi

THURSDAY 30 MARCH
Miart 2017

preview riservata ai possessori di VIP card h. 12:00

opening su invito h. 18:00

MUDEC, Museo delle Culture | via Tortona, 56

visite guidate speciali gratuite con biglietto della mostra a pagamento

Kandinskij. Il cavaliere errante in viaggio verso l’astrazione

FM Centro per l’Arte Contemporanea | via Piranesi, 10

inaugurazione 20:00-23:30

Il cacciatore bianco. Memorie e rappresentazioni africane

FRIDAY 31 MARCH

FONDAZIONE PRADA | Largo Isarco, 2

Apertura straordinaria gratuita dalle 19:00 alle 24:00

Kienholz Five Car Stud a cura di Germano Celant

Slight Agitation 2/4: Pamela Rosenkranz a cura del Thought Council della Fondazione Prada

Extinct in the Wild a cura di Michael Wang

SATURDAY 1° APRIL 

MUDEC, Museo delle Culture | via Tortona, 56

visite guidate speciali gratuite con biglietto della mostra a pagamento

Kandinskij. Il cavaliere errante in viaggio verso l’astrazione

Museo del Novecento | via Marconi, 1

apertura straordinaria gratuita della Collezione e della mostra, dalle 19:30 alle 22:30

Andy Warhol. Sixty Last Suppers

Palazzo Reale | Piazza Duomo, 12

Ingresso ridotto dalle 19:30 e visite guidate gratuite su prenotazione, dalle 19:30 alle 22:30

KEITH HARING About Art a cura di Gianni Mercurio

Ingresso ridotto dalle 19:30 e visite guidate gratuite su prenotazione, dalle 19:30 alle 22:30

MANET E LA PARIGI MODERNA a cura di Guy Cogeval, Caroline Mathieu, Isolde Pludermacher

Hangar Bicocca | via Chiese 2

evento speciale dalle 20:00 alle 24:00

Miroslaw Balka Crossover/s a cura di Vicente Todolí

A Concert for Laure Prouvost’s GDM – Grand Dad’s Visitor Center a cura di Roberta Tenconi

SUNDAY 2 APRIL

PAC – Padiglione d’Arte Contemporanea | via Palestro, 14

ingresso ridotto dalle 16:30 e visite guidate gratuite con il curatore dalle 16:30 alle 18:00

Santiago Sierra. Mea Culpa, a cura di Diego Sileo e Lutz Henke

 

Col naso all’insù

 

Chi avrebbe mai pensato di mettere 7 torri in un edificio? Vicente Todolì e Lia Rumma lo hanno fatto.

torri_5La mostra permanente all’Hangar Bicocca, come tutti ormai sappiamo bene, è composta dai I Sette palazzi Celestidi Anselm Kiefer. Pareti di cemento armato, calchi di container, che si ergono anche fino a 18 metri di altezza.

Quando si infila la testa oltre la tenda sembra di varcare la soglia di un posto magico, lo scorrere del tempo è impercettibile, tutto è immobile, silenzioso, ma un silenzio così insolito che unito alla grandezza dello spazio e a quella delle installazioni, invade la testa come un tonfo.

torri_3L’installazione site-specific si può definire il punto di arrivo della ricerca di Kiefer, artista tedesco, 72enne, appassionato di alchimia e tradizione ebraica, sviluppata durante i suoi viaggi a Gerusalemme. Successivamente il suo interesse si è spostato verso le strutture architettoniche antiche come le piramidi egizie, tentativo dell’uomo di elevarsi al divino.

torri_2L’unione di questi elementi differenti ha portato alla creazione dell’installazione, che vede come soggetto le sette torri i cui nomi derivano da quelli dei palazzi presenti nel tratto ebraico Sefer Hechalot -Libro dei Palazzi/Santuari, IV-V secolo d.C-, per rappresentare temi fuori dalla dimensione temporale, come l’antica religione ebraica, le rovine dell’Occidente a seguito della II guerra mondiale e l’idea di un possibile futuro che ci fa riflettere sul presente.

Lascio a voi la possibilità di andare, analizzare e capire ogni torre perché possiate rimanere anche voi affascinati col naso all’insù.

Inoltre la sala è stata allestita recentemente con 4 tele di Kiefer, un progetto speciale previsto fino al 2018 –I Sette Palazzi Celesti 2004-2015. Le cinque grandi tele-.                       Orari e info Pirelli Hangar Bicocca qui