Feral Horses, l’arte a portata di tutti #interview

 

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Recentemente ho scoperto Feral Horses, una startup fondata da quattro ragazzi che con impegno, strategia e dedizione hanno trovato il modo di cambiare il mercato dell’arte rendendolo accessibile a tutti.

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L’idea, spiegata in modo semplice, è questa: la piattaforma di trading si divide in due mercati, primario e secondario. Il primo da’ ad ognuno la possibilità di investire in una percentuale dell’opera d’arte che vogliamo possedere tra quelle scelte, diventando collezionisti assieme ad altri investitori. Concluso l’acquisto nel mercato primario, l’attività si sposta in quello secondario, qui FH si occupa della gestione delle opere con attività mirate ad aumentarne il valore e col fine ultimo di generare una sorta di dividendo ai proprietari. Un esempio di queste attività riguarda l’affitto delle opere.

12001 - copie (2)Ciò che rende questa piattaforma di trading veramente allettante è la possibilità di investire piccole somme di denaro, dando così la possibilità a chiunque di diventare collezionista, di essere parte del mondo dell’arte.

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Dopo questa premessa lascio spazio all’intervista che ho fatto al CEO della startup, Francesco Bellanca, sarà sicuramente in grado di spiegare in modo più accurato e dettagliato la sua piattaforma.

AR: In cosa consiste semplicemente Feral Horses? Com’è nata la piattaforma e che cosa vi ha ispirato?
Francesco Bellanca:Feral Horses è la prima vera piattaforma di trading in arte che è in grado di soddisfare sia gli artisti che gli investitori. Detto semplicemente, Feral Horses è una società di investimenti in arte che permette di comprare e vendere quote di opere d’arte contemporanea online.
Abbiamo deciso di intraprendere questo progetto perché siamo arrivati alla conclusione che, al giorno d’oggi, esiste un settore di investimenti in arte, ma ciò che non esiste, in realtà, è un mercato con delle vere regole e delle strutture precise . Noi, a Feral Horses, crediamo che l’arte contemporanea possa davvero essere un bene alternativo in cui investire ma, consideriamo l’arte anche come un bene di grande importanza. Ecco perché abbiamo creato il nostro marketplace in modo da permettere a tutti coloro che hanno la possibilità di acquistare un biglietto del bus, di poter investire anche in arte e in modo da dare più potere agli stessi artisti, i quali richiedono di avere un ruolo attivo nel settore degli investimenti in arte.

AR: Come può FH cambiare il mercato dell’arte e l’idea del collezionismo? Quali sono gli elementi che rendono innovativa questa startup?

FB:Per via di una grande richiesta nei confronti della creazione di un’entità strutturata, che dia la possibilità di investire in arte, Feral Horses ha voluto provare a fondere insieme il concetto di suddivisione in quote delle opere d’arte e il concetto legato all’affitto di queste ultime. In questo modo è possibile creare un mercato che è di proprietà di un gruppo di appassionati d’arte, i quali possono beneficiare dei dividendi derivanti dall’attività di affitto delle stesse opere d’arte, di cui Feral Horses si occupa.

AR: Come scegliete gli artisti che proponete, mantenete una relazione permanente con loro? Promovete le relazioni tra artisti e collezionisti? Riguardo ai collezionisti: provate a creare delle relazioni anche con loro?
FB:Il nostro direttore artistico, Romano Oliveri, seleziona gli artisti con cui collaborare. In “Regard”, la prima vera collezione di opere d’arte, rappresentiamo 13 artisti contemporanei. Parlando invece di comunicazione e promozione, a Feral Horses, pensiamo di essere tutti contemporanei perché viviamo attualmente in un unico mondo, noi e gli stessi artisti. Crediamo che essere contemporanei significhi comprendere a pieno la nostra contemporaneità. Ed è proprio in questo momento, nella storia dell’umanità, che siamo sempre più connessi l’uno con l’altro. Abbiamo l’opportunità di sfruttare differenti tipi di strumenti, offline ed online, e abbiamo infinite possibilità di comunicare, di dire al mondo quello che davvero pensiamo ed avere un feedback a riguardo. Ecco perché crediamo che la comunicazione più “contemporanea” sia cruciale, soprattutto al giorno d’oggi. Infatti, il nostro scopo è di creare una sempre maggiore quantità di contenuto circa l’artista con cui lavoriamo. Non abbiamo nessun modello stabilito o preconfezionato. E’ personalizzato al 100% perchè, chiaramente, ogni artista ha un proprio stile
ed una propria voce da esprimere. Però sappiamo che questo non basta, per essere davvero contemporanei. Questo è il motivo per cui vogliamo creare un network e per cui siamo disposti a promuovere la comunicazione tra i nostri artisti. In questo modo, sosteniamo l’interazione tra persone che la pensano allo stesso modo, dando loro la possibilità di conoscersi meglio.
AR: Avete aperto contemporaneamente in UK, Italia e Francia. Operate sui tre mercati integrati con una sola piattaforma o differenziate le piattaforme in base alla nazione?
FB:Al momento Feral Horses è operativa in Europa. E, dovuto al fatto che vogliamo creare un unico marketplace per gli investimenti in arte, utilizziamo una sola piattaforma.

AR:Parlando del team, siete tutti giovanissimi di dove siete? Come vi siete conosciuti?
FB:Assolutamente si! Siamo un team di giovani ventenni italo-francese, viviamo tra Londra e Milano. Ci siamo conosciuti tra i banchi dell’università o nei corridoi di fiere internazionali d’arte. Durante gli scorsi due anni abbiamo condiviso e ampliato le nostre conoscenze insieme, in modo da poter arrivare a delle soluzioni migliori, per creare nuove opportunità nel campo degli investimenti in arte, per permettere di essere accessibili a tutti.

AR: Siete soddisfatti di dove siete arrivati finora? Quali sono stati gli ostacoli più difficili da affrontare, e le soddisfazioni maggiori?
FB:E’ molto divertente rispondere a questa domanda perchè lanciare la piattaforma sembrava il sogno più grande di tutti! In realtà, quello a cui aspiriamo ora, è riuscire a dimostrare alle persone il vero valore di quello che facciamo. Penso sia un percorso senza fine, che assomigli di più ad una lunga maratona in cui non riesci ad immaginarti la fine, piuttosto che ad una gara in cui vedi chiaramente qual’è il tuo traguardo! In generale, però, quello che più mi soddisfa nell’essere CEO di Feral Horses è aspirare, ogni giorno sempre più, al miglior team possibile, in modo da portare avanti la nostra visione e assicurarmi che tutti diano del proprio meglio e creare una cultura di costante apprendimento.

AR: Cosa consigli a chi, giovane come te, ha voglia di migliorare il mondo dell’arte con idee nuove e forti come la vostra?
FB:Innanzitutto, ti ringrazio per aver detto che la nostra è un’idea forte e innovativa! Poi, penso che una tra le lezioni più importanti che abbiamo imparato dal nostro essere giovani startuppers, è sicuramente il fatto di dover parlare del nostro progetto ogni giorno a tutti coloro con cui entriamo in contatto e ricevere feedback e critiche che ci permettono di crescere. Ad oggi, la consideriamo come l’unica possibile “ricerca di mercato” che possiamo permetterci. E’ importante anche riconoscere che le relazioni che noi creiamo, che si tratti di amici, membri della nostra famiglia o colleghi, sono utili ad aiutarci e non, pronte a rubarci la nostra idea. Ci piace anche pensare alle idee come esseri viventi, sia che possano avere un futuro sia che esse possano avere breve termine. Dunque, è necessario rimanere davvero molto flessibili per poter andare avanti.

In conclusione vi consiglio di provare ad investire su questa piattaforma, infondo è possibile farlo spendendo piccole somme, io l’ho già fatto ed è stato emozionante. Ora possiedo una parte di un’opera d’arte, posso definirmi una collezionista e contribuire a mio modo nel mondo dell’arte, è fantastico!

FERAL HORSES

 

BIENNALE GIOVANI MONZA, conoscere gli artisti e le loro opere.
Cattelan in "L.O.V.E"

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